Romana Liuzzo, classe ’66, romana di nome e di fatto. Sono Presidente della Fondazione Guido Carli, nata per tenere viva la Memoria di un grande statista ma soprattutto di un grande nonno: Guido Carli. Una vita da giornalista la mia. Trent’anni. Repubblica come redattrice esperta, Panorama da capo servizio, poi, fino a settembre 2019, inviata con il grado di capo redattore a Il Giornale. Da cronista parlamentare, dentro i palazzi della politica.

Il mio segno zodiacale è il Toro. Sono un’abitudinaria. Non cambierei mai niente, a meno di non essere costretta. Il mio motto: “Ognuno vale tanto quanto le cose cui dà importanza” (Marco Aurelio). Se fosse per me quasi non esisterebbero iPhone, computer e tecnologie avanzate. Rimpiango le cabine a gettoni degli Anni ’80. L’esame da giornalista lo feci, nell’88, con la macchina da scrivere e i tappi di cera nelle orecchie. Il primo incarico: ritagliare le agenzie che uscivano dalla stampante di Repubblica, tornando poi a casa a notte inoltrata con le mani nere di inchiostro.

Amo gli animali, detesto l’ipocrisia, sto alla larga ogni giorno di più dagli opportunisti, un esercito. Non frequento le feste, se non quelle delle amiche, evito le luci della ribalta. Lo faccio nelle occasioni in cui la mia veste da Presidente della Fondazione me lo impone, in particolare una volta l’anno, a maggio, per il Premio Guido Carli, condiviso con l’amico di sempre Gianni Letta che ne è Presidente onorario oltre che mio testimone di nozze, e con una squadra di giurati eccezionali.

Compagna, poi moglie, da trent’anni del giornalista Massimo Dell’Omo, sono mamma del venticinquenne Guido, nonna acquisita di Greta e Martina e angelo custode delle mie cagnoline Guendalina e Mimì. Dimenticavo: diffido profondamente di chi non ama gli animali.