Se il miele di Manuka
diventa leggenda

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Ma dico io: come si fa a confondere piazza Irnerio con piazza Igea? In una serata tra amici è venuto fuori che tra le medicine naturali ce n’è una, più che naturale. E’ un miele-antibiotico. Il miele di Manuka per l’esattezza, proveniente dalla Nuova Zelanda, unico luogo del mondo dove è possibile produrlo, poiché solo lì le api hanno a disposizione le piante di Manuka (Leptospermum scoparium), che crescono spontaneamente sul territorio. Perciò, dopo aver chiesto al medico di fiducia, se potesse fare al mio caso, chiedo agli amici in questione dove poterlo trovare. Risposta: l’unica farmacia che ha quello originale a Roma si trova a piazza Irnerio. Mettendo da parte il fatto che per un momento li avrei strozzati, perché dopo una mattinata nel traffico di quella zona, entrando nella farmacia da loro indicata sono stata guardata come un marziano che chiede una banana sulla luna; mettendo da parte il fatto che la farmacia è tutta da un’altra parte, e per la precisione, a piazza Igea, pare però che questo miele faccia veramente bene. Dunque domani armata di santa pazienza andrò ad acquistarlo.

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Una pianta di Manuka (Leptospermum scoparium)

Nel frattempo mi sono documentata e ve ne do ragguagli. Il miele di Manuka è probabilmente l’unico alimento di cui sia stata provata senza ombra di dubbio dal punto di vista scientifico l’efficacia antibatterica. La componente antibatterica del miele di Manuka è conosciuta come methylglyoxal, una sostanza presente anche negli altri tipi di miele, ma in quantità ridotte. E’ considerato benefico per le vie respiratorie, soprattutto in caso di congestione nasale. E’ un vero e proprio antibiotico naturale e ha potere disinfettante. Una ricerca condotta di recente dagli esperti dell’Università degli Emirati Arabi ha messo in luce che il miele di Manuka potrebbe essere in grado di inibire la crescita delle cellule tumorali. In particolare, sarebbe in grado (ma il condizionale è d’obbligo) di agire per ridurne gli effetti collaterali tossici legati alla chemioterapia. Sarebbe inoltre in grado di provocare la morte naturale delle cellule tumorali (apoptosi) supportando il processo naturale che permette all’organismo di liberarsi dalle cellule danneggiate e di condurle al proprio rinnovamento.

Un ulteriore studio condotto a Sydney e pubblicato su PlosOne, ha messo in luce l’utilità del miele di Manuka nella lotta ai batteri, insieme agli antibiotici. Secondo gli esperti che si sono occupati di approfondire l’argomento, l’assunzione di questo miele migliora l’efficacia degli antibiotici, con particolare riferimento ai ceppi che si stanno mostrando sempre più resistenti. Vero? Non vero? Di certo un cucchiaino di miele al mattino non ha mai fatto male a nessuno. Perciò, io da domani me lo prendo. E vi terrò aggiornati sui risultati.