Noi non saremo Forever Young
ma i rottamatori ci fanno ridere

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Per sempre giovane, io voglio essere per sempre giovane, vuoi veramente vivere per sempre?” Chissà se la domanda ritornello degli Alphaville nel loro storico singolo dell’84 (ripresa e remixata  negli anni) se la sono mai fatta anche tutte quelle cinquantenni che puntualmente si fanno i selfie mentre stanno dal parrucchiere, le signore che vanno pazze per il toy-boy, o quelle messe da parte dal coetaneo che alla fine sceglie sempre la ragazzina. E ancora, i nonni «precoci» che si fanno chiamare per nome, per non sentirsi vecchi, quelli che appunto pur avendo oltrepassato gli anta si fidanzano con la ventenne che li fa sentire meno tristi (almeno apparentemente). O ancora, coloro che accettano tutto pur di mantenere un lavoro che ti tollera fino a quando di anni ne hai 49. Poi scatta la rottamazione.

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Il gruppo musicale Alphaville

Fausto Brizzi li ha studiati, raccolti e catalogati nel suo nuovo bel film: «Forever Young» che ho visto sere fa con marito e amici. Il regista di «Notte prima degli esami», e «Indovina chi viene a Natale?», in un cast felicemente studiato con Fabrizio Bentivoglio, Sabrina Ferilli, Stefano Fresi, Teo Teocoli, Lorenza Indovina, Lillo (Pasquale Petrolo), Luisa Ranieri, Claudia Zanella, Emanuel Caserio, Pilar Fogliati, descrive un mondo dove i nonni vogliono correre la maratona, i cinquantenni si ostinano a fare i dj in mezzo ai teenager e le cinquantenni si aggirano di notte come vampire per succhiare la giovinezza a un nuovo toy boy. Ma al di là dei paradossi il film mi fa riflettere su alcuni punti: a noi classe ’66 nessuno ci rottamerà mai, perché saremo pure di mezza età, ma di strada ne abbiamo fatta, non abbiamo mai corso da soli ma in squadra (che oggi non esiste più), e non ci spaventa certo il ragazzino che sgomita a destra e sinistra o quello piazzato all’ufficio del personale che conta i tuoi anni e si augura di vederti andar via, mettendo al tuo posto – visto che le persone sono numeri – tre da venti (anni). Con lo scopo di far risparmiare l’azienda. E poi anche se ci rottamassero, noi faremmo un’altra cosa, qualunque altra cosa, ma non tradiremo mai i nostri ideali. Penso poi che sia così bello essere alla soglia dei cinquanta. Sognare di raccogliere dopo aver tanto seminato, senza escludere di seminare ancora, vedere i figli crescere e sperare che possano volare per conto loro, saldi sui nostri insegnamenti (o su quelli che abbiamo cercato di dargli). E’ così bello non dover dimostrare più niente a nessuno. Starcene al calduccio di casa nostra. Magari anche canticchiando sommessamente, senza troppo rimpianti «Forever young, I  want to be…forever young».

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Il cast del film “Forever Young”